Definire il Deda Project come un progetto di Art delivery è ovviamente riduttivo, ma ci aiuta ad individuare il campo d’ azione, ovvero gli spazi privati o comunque non solitamente espositivi.

In questo senso noi rispondiamo: si, il ‘delivery’ può diventare un modo aggiuntivo per fruire d’arte, specialmente se rafforzato dal concetto di ‘sharing’.

Ci teniamo ad aggiungere che il progetto DEDA non si ferma alla consegna dell’opera d’arte, esso crea infatti un percorso di case ospitanti, che avranno in comune per un anno, il circuito d’arte al quale partecipano insieme ai suoi artisti.

Durante la prima edizione del DEDA Project, per esempio, sono stati organizzati 10 eventi privati nelle case: dagli house-concert alle visite guidate, dalle meditazioni in giardino alle video-call con artisti internazionali, sempre ispirati all’opera d’arte che in quel momento era ospitata nella casa.

Queste occasioni sono diventate momenti preziosi, dove i proprietari di casa potevano scambiare opinioni sulle opere condivise e gli artisti potevano conoscersi e confrontarsi.

Inoltre, da inverno 2019, con l’inizio del periodo impegnativo che stiamo attraversando, il ‘delivery’ è diventata una formula comune per fruire di servizi ed in ambito culturale ed artistico sono nate diverse iniziative ispirate da questo modello.

Per esempio nel breve articolo di Giulia Ronchi per Artribune che riportiamo di seguito, si parla – oltre al Deda Project – di altri 4 progetti di “cultura delivery” nati in Europa nell’ultimo anno: Cinque progetti di arte e teatro delivery tra l’Italia e la Danimarca

Pensiamo che il futuro della cultura, come dell’umanità in generale sia proiettato verso la condivisione, la ricerca di nuove dimensioni e di linguaggi per raccontarsi.

I partecipanti al DEDA Project dell’anno passato, grazie ai loro importanti feedback ce lo hanno sottolineato, ecco Lucilla che in questo video di 3 minuti condivide interessanti pensieri su come ha vissuto il progetto ed un’opera d’arte in particolare:

Grazie agli Ospitanti del Deda project che hanno voluto condividere le loro esperienze, agli artisti per le loro opere e grazie a te per essere quì ad ascoltarci

un saluto

Linda e Filippo